Il territorio

La magia dei boschi di Calizzano

 

Il laboratorio si trova nel suggestivo borgo di Calizzano, immerso tra incantevoli boschi centenari di castagni e faggi, a soli 30 minuti dal mare della Liguria.
A Calizzano oltre 100 anni fa è nata la lavorazione del fungo, in particolare del pregiato porcino che qui trova un ecosistema favorevole alla sua nascita. Il bosco è storicamente una risorsa per la comunità del luogo, che da millenni vi trae legname, prodotti spontanei come i funghi ma anche le castagne che vengono conservate essiccandole nei “tecci”, piccole antiche costruzioni di pietra che si possono incontrare ancora al limitare dei castagneti.
La vallata inoltre è il luogo ideale tradizionalmente per la coltivazione di patate, mais, ortaggi e piccoli frutti rossi tra cui soprattutto i mirtilli ma qui ha trovato clima e terreno favorevole anche lo zafferano.

Funghi porcini e tradizioni locali

 

In questo luogo incantevole, gli abitanti del posto si tramandano un savoire-faire che è tra gli “ingredienti” che rendono unici i prodotti artigianali e sono alla base delle ricette tipiche della cucina locale.
Quest’ultima vede protagonisti i funghi porcini freschi ( consumati crudi in insalata, cucinati “a funghetto” cioè trifolati, con le patate o nei primi piatti realizzati a mano come le tagliatelle) o secchi (base del “tocco” o sugo di funghi e presenti in tantissimi piatti tradizionali liguri, dalla buridda alle tomaxelle).
Per preservare la bellezza e l’integrità dei boschi e regolarne lo sfruttamento è stato istituito il “Consorzio dei funghi di Calizzano” che ha tra i suoi compiti quello di regolare la raccolta di questo prezioso prodotto spontaneo.

Quando “andar per funghi” a Calizzano

 

A Calizzano e nelle zone limitrofe i boschi sono costituiti fino ad una certa altitudine da bosco ceduo (faggio, castagno, pino, rovere) mentre più in alto domina la faggeta. In questo territorio ci sono due stagioni per la raccolta dei funghi, quella tardo-primaverile/estiva (da maggio a a giugno…a volte anche fino a luglio) e quella autunnale (da settembre a tutto ottobre, primi giorni di novembre).
In entrambe le stagioni quasi sempre i primi funghi a fare la loro comparsa sono i Boletus pinicola (“porcini testa nera“). Con l’arrivo del caldo (da fine giugno a volte fino a luglio-agosto) fanno la loro comparsa i Boletus aestivalis (“porcini bianchi estivi“). Durante la stagione estiva, se ci sono le condizioni climatiche, nei boschi più umidi è possibile trovare anche i Cantarellus cibarius ( “galletti”) e i Craterellus cornucopioides ( “trombette da morto”). Alla fine della stagione estiva i porcini cedono il bosco agli Albatrellus pes-caprae (“orecchioni”). Alcuni anni tra metà agosto e settembre fanno la loro comparsa nei boschi di castagno e rovere le Amanita caesarea (“ovuli”).

Da settembre a fine ottobre, il bosco da il meglio di sé con i porcini neri e bianchi (pinicola ed aedulis). La stagione è fortemente influenzata da venti e umidità. Gli ultimi funghi a nascere sono, tra la fine di ottobre e novembre, i Tricholoma portentosum (“cicalotti”)

Come andar per funghi, rispettando il bosco

Innanzitutto prima di inoltrarsi nel bosco è obbligatorio munirsi del tesserino per la raccolta (lo potete trovare presso il consorzio dei funghi, l’ufficio del turismo e i bar convenzionati). A meno che non si conosca molto bene il territorio è consigliabile evitare di andare da soli e quando è prossimo il tramonto.
Per raccogliere i funghi non usate mai sacchetti di plastica ma cestini o borse di tela (i funghi devono essere aerati per permettere lo spargersi delle spore e la riproduzione)
Nel bosco bisogna “usare la testa”, pesare i propri limiti e soprattutto rispettare l’equilibrio dell’ecosistema, non depredandolo ma raccogliendo solo le quantità di funghi concesse, solo le specie che si conoscono bene ed esemplari giovani, sani, integri e di una dimensione superiore ai 3 cm. Non bastonate i funghi che non conoscete o ritenete velenosi perché sono utili all’ecosistema. Non usate rastrelli e uncini che possono arrecare danni irreparabili al substrato.
Il bosco è una risorsa preziosa per gli animali ma anche per l’uomo quindi non accendete fuochi, non inquinate le acque e non abbandonate rifiuti. Rispettate gli alberi e gli animali ed evitate rumori inutili.